CRONACA
Fango e mandati diretti: lettera aperta a Matteo Caratti
Risposta all'editoriale del direttore della Regione sul mandato attribuito a Liberatv per i filmati sulla Polizia cantonale: e i 30'000 franchi per il libro sulla malva?

Caro Matteo, 

oggi sulla prima pagina della Regione ti sei occupato di noi e del mandato da 65'000 franchi che Liberatv Sagl ha ricevuto dal Consiglio di Stato per realizzare 13 reportage sulle attività della Polizia cantonale. Giustamente premetti di non essere in grado di giudicare “se la Polizia abbia veramente bisogno di quel lavoro”, e aggiungi “possiamo anche pensare che l’importante cifra corrisponda veramente al lavoro richiesto e che non si tratti di un’operazione volta a sussidiare surrettiziamente amici che trattano una materia – l’informazione – da sempre particolarmente sensibile”.

Ma poi insinui, parlando di “oscura via del mandato diretto che fa nascere automaticamente sospetti su sospetti”. E aggiungi: “se poi sono diversi a poter offrire tale prestazione anche in Ticino, e se non c’è nessuna fretta nel commissionarla, è giusto chiedersi perché mai il ministro Gobbi non abbia sentito il dovere di aprire un bando pubblico di concorso, mettendo alla luce del sole in concorrenza tra loro diversi potenziali offerenti. Se l’avesse fatto avrebbe potuto scegliere il migliore e anche guadagnare qualche franco prezioso. Invece no: ha voluto agire incaricando direttamente solo una ditta”.

Noi invece di dubbi e sospetti non ne abbiamo, siamo anzi felici per voi che il tuo editore abbia ricevuto, tra il 2011 e il 2012, un totale di mandati diretti per oltre 200'000 franchi per la sua tipografia. Tra questi mandati, segnaliamo anche quello da 30'000 franchi per la stampa di un libro sulle proprietà curative della malva (nel 2011) e quello da quasi 45'000 (nel 2012) per la stampa del materiale di “prima informazione nell’ambito dell’integrazione degli stranieri”.

Anche in questo caso scriveresti: “è giusto chiedersi perché mai il ministro Gobbi non abbia sentito il dovere di aprire un bando pubblico di concorso, mettendo alla luce del sole in concorrenza tra loro diversi potenziali offerenti…”?

Ma siamo felici per voi, perché non siamo invidiosi per il fatto che l’Amministrazione cantonale e il Consiglio di Stato assegnino giustamente lavori a ditte ticinesi, quando potrebbero metterli a concorso e spuntare magari prezzi migliori, anche da ditte di oltre Gottardo. E perché ci auguriamo che queste attività parallele all’informazione del gruppo per cui lavori (esattamente come un’attività parallela al core business di Liberatv sono i filmati sulla Polizia) contribuiscono direttamente o indirettamente alla salute del tuo giornale. Al quale, come a tutti i giornali, auguriamo lunga e prospera vita.

E soprattutto siamo sicuri che quei mandati non nascono da amicizie o da favori, e che non condizionano in alcun modo le scelte editoriali e la posizione politica del giornale che dirigi.

Lo stesso discorso vale per i mandati diretti che il Consiglio di Stato ha attribuito negli ultimi due anni (non abbiamo ancora verificato gli elenchi precedenti) al Centro stampa del Corriere del Ticino per la realizzazione dei programmi dei corsi per adulti: circa 400'000 franchi tra il 2011 e il 2012.

Vedi, Matteo, se qualcuno vuole gettare i semi dell’insinuazione e del dubbio malizioso, gli elementi per farlo li trova contro chiunque. E non ci vuole molto a promuovere la propaganda del franco risparmiato in questi tempi di crisi e dell’opportunità o dell’utilità di alcuni mandati. 
Molti, tra le migliaia contenuti nell’elenco, per un totale di un centinaio di milioni di franchi, sono “discutibili” e soprattutto è discutibile il fatto che i lavori siano stati attribuiti senza concorso con la motivazione che solo questa o quell’altra ditta è in grado di farlo.

Basta prendere un elemento vero, un mandato, buttarlo nel pentolone del fango e accendere la “macchina”. Così, tutto può diventare uno scandalo.
Ma noi, che siamo stati messi nel mirino della “macchina del fango” non vogliamo giocare a questo gioco, anche se potrebbe essere facile e conveniente farlo. 

Buon lavoro, senza rancore, ovviamente

Marco Bazzi

 

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