CORONAVIRUS
Beltraminelli sta meglio. "Che emozione il corno delle alpi sotto l'ospedale. Vi racconto il Coronavirus"
"Ti crea apprensione perché il decorso esatto non è conosciuto a nessuno. Il problema maggiore è infatti l’incertezza sulla durata e l’evoluzione, che non ti lascia tranquillo e ti accompagna per tutto il decorso", scrive

LOCARNO - Paolo Beltraminelli, sin da quando era Consigliere di Stato, è sempre stato parecchio attivo sui social. Da qualche tempo è ricoverato a La Carità di Locarno: ha contratto, come noto, il Coronavirus e l'asma di cui soffre ha fatto optare per un ricovero.

Come tutti segue le vicende ticinesi e commenta su Facebook, aggiungendo pensieri e suggestioni riguardanti la malattia che sta vivendo in prima persona. "Due settimane alla Carità di Locarno sono lunghe, ma con un personale così meraviglioso, disponibile e professionale, la fiducia non è mai mancata. Anche nei momenti difficili mi hanno sempre spiegato bene il decorso della malattia e rassicurato. Il tempo è trascorso, malgrado l’incertezza, più velocemente di quanto avrei potuto pensare all’inizio", ha scritto ieri, annunciando che "ora sto meglio e manca poco. È tornato anche l’appetito. Mi hanno inviato questo simpatico video che dedico a tutti gli operatori del settore sanitario del Ticino, i nostri angeli custodi se volete condividete".

Ieri sera, poi, come tutti i pazienti ha gradito l'improvvisato concerto a sorpresa di Benedetto Pedrazzini col corno della alpi per i ricoverati di Locarno. "Ho urlato tutta la mia gioia dalla finestra, che bel momento emozionante per noi pazienti chiusi in camera da giorni. Grazie Beni Pedrazzini per questa sorpresa musicale molto gradita e complimenti,suonare il corno delle Alpi al freddo non è da tutti! Come paziente sono davvero onorato".

Ma oggi Beltraminelli ha deciso di parlare più approfonditamente del Coronavirus e di come lo ha vissuto, di cosa ha provato, descrivendo la malattia.

Ecco le sue parole:

"Oggi vi descrivo un po’ la malattia, questo Covid19, da come la vive un malato. È una malattia molto più lunga, subdola e diversa dall’influenza. Ti crea apprensione perché il decorso esatto non è conosciuto a nessuno. Il problema maggiore è infatti l’incertezza sulla durata e l’evoluzione, che non ti lascia tranquillo e ti accompagna per tutto il decorso. Ci si è accorti che dura molto di più di quanto si pensasse in origine. 

Due settimane è per molti la regola. 

La febbre bisogna tenerla via, senza febbre migliora l’ossigenazione del sangue. Spesso un po’ di febbre aiuta il corpo a reagire, in questo caso no, ti fiacca inutilmente e un continuo su e giù non fa bene. 

Bisogna assolutamente riposare, fare qualche passo e qualche piccolo esercizio, ma nulla più.
Questo virus ti prende in più modi, non solo i polmoni, c'è chi perde l’olfatto, chi sviene, chi fatica a respirare, chi ha tosse persistente, chi è sempre fiacco. Per tutti vale la buona vecchia regola del riposo anche quando sembra che vada meglio, non pensate a lavorare, fate il minimo necessario. Il percorso della malattia è infatti ciclico e a fasi di apparente buone condizioni può subentrare velocemente spossatezza, mancanza d’energia e di fiato. Quando poi si è spossati aumenta la fatica e l’ansia respiratoria che è brutta cosa. 

Infine molto importante mai dormire sdraiati sulla schiena ma rialzati, su un fianco o sulla pancia, aiuta. Infine stare in poltrona con la schiena a 90 gradi è buona cosa. La cosa principale è comunque evitare di ammalarsi, anche se ci si annoia un po’ vi assicuro che non c’è paragone! Continuiamo a stare a casa, è davvero importante, tutti assieme con disciplina, pazienza e fiducia lo sconfiggiamo questo maledetto virus".

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