CRONACA
Luigi Mangione: genio ribelle o giustiziere solitario? Chi è il killer di New York
Dall’élite accademica all’omicidio del CEO di United HealthCare: la parabola oscura di un giovane ingegnere tra ideologia estrema, traumi personali e sete di vendetta

NEW YORK - Luigi Mangione, 26 anni, ingegnere di talento e studente brillante, è stato arrestato in un McDonald’s di Altoona, Pennsylvania, a quattrocento chilometri dall’hotel Hilton di New York, dove mercoledì scorso ha ucciso Brian Thompson, CEO di United HealthCare. Con sé aveva la pistola usata per l’omicidio, documenti falsi e un manifesto politico anticapitalista in cui giustificava il suo gesto: “Andava fatto, era necessario eliminare questo parassita”. (GUARDA IL VIDEO

Non un killer professionista, ma un estremista politicamente motivato. Mangione ha realizzato l’arma con una stampante 3D e non ha tentato la fuga all’estero, come sarebbe stato logico. La sua cattura sembra parte di un piano calcolato, come se si aspettasse di essere preso. Nato in Maryland da una famiglia benestante, con un nonno immobiliarista e un padre proprietario di una catena di case di riposo, Luigi ha frequentato scuole d’élite. Si è diplomato al prestigioso liceo Gilman come primo della classe e ha proseguito gli studi alla University of Pennsylvania, una delle università della prestigiosa Ivy League. Brillante e socievole, era promotore di gruppi di lettura e appassionato di tecnologia. Tuttavia, sei mesi fa, la sua vita ha preso una svolta oscura: ha abbandonato i social e i contatti con amici e famiglia, avvicinandosi alle teorie anarchiche di Unabomber.

Mangione ha agito da solo, spinto da un’ostilità verso le disuguaglianze del sistema capitalistico, in particolare nel settore sanitario. A queste ragioni politiche si aggiunge un elemento personale: una vendetta per i disagi vissuti da alcuni familiari, forse dallo stesso Mangione, che soffriva di gravi problemi alla schiena fin dall’infanzia. Dopo un’operazione alla colonna vertebrale, ha iniziato a soffrire di dolore cronico e intorpidimento, che lo hanno allontanato dalla vita sociale. Non è chiaro se la sofferenza abbia contribuito al suo radicalizzarsi, ma la trasformazione è stata evidente.

La polizia di New York ha rapidamente identificato Mangione come il colpevole dell’omicidio di Brian Thompson. Dopo il suo arresto, il tribunale della Blair County lo ha incriminato per possesso illegale di armi e documenti falsi, mentre il procuratore distrettuale di Manhattan ha avviato le procedure per l’estradizione e l’accusa di omicidio. Rimane da chiarire come Mangione sapesse i dettagli sull’entrata laterale e l’orario esatto in cui Thompson sarebbe arrivato all’Hilton. Per ora, svanisce l’ipotesi di un complotto orchestrato da altri manager del settore sanitario, ma le ombre sul passato di Thompson e il suo coinvolgimento in indagini federali restano.

La storia di Luigi Mangione è un mix di genialità, sofferenza e ideologia estrema. Da brillante studente e promettente ingegnere, si è trasformato in un assassino spietato, convinto di combattere contro un sistema che riteneva corrotto. La giustizia dovrà ora fare luce sugli eventi che lo hanno condotto a compiere un gesto così tragico.

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