POLITICA E POTERE
Ex Macello, la GISO: "Municipio incoerente. Insufficiente e preoccupante l'operato di Zanini"
La Gioventù Socialista: "Certe cose non possiamo più accettarle". Alla 'compagna' municipale: "Inaccettabile che non denunci la situazione"
TIPRESS

LUGANO – "Durante la giornata di mercoledì 29 dicembre la sede dell’ex Macello è stata rioccupata da alcuni manifestanti. L’azione è stata mossa da uno “stato di necessità” e da una volontà da parte degli autogestiti di riprendersi gli spazi che sette mesi fa sono stati sequestrati dal municipio con la forza. La città di Lugano deve fare i conti con la realtà dell’autogestione e la rioccupazione dello stabile è la prova che questo spirito è ancora presente. La Gioventù Socialista condanna le azioni del municipio di Lugano che, oggi, così come 7 mesi fa, ha dimostrato di non voler aprire un dialogo ma di preferire la forza e le cariche della polizia". Inizia così il comunicato della GISO (Gioventù Socialista Ticino).

"A seguito della rioccupazione dei locali non distrutti dell’ex Macello il municipio di Lugano ha deciso nuovamente per lo sgombero. La polizia si è presentata durante la notte in tenuta antisommossa, sgomberando i locali di proprietà del municipio. La Gioventù Socialista esprime solidarietà con gli autogestiti e condanna le azioni del municipio che, ancora una volta, ha scelto di agire in maniera poco chiara, tendendo una mano per dialogare mentre con l’altra stringe il manganello. Sono inoltre molto gravi le insinuazioni espresse dall’attuale sindaco della città. Durante l’intervista realizzata per Il quotidiano, Michele Foletti ha accusato gli autogestiti di aver organizzato la rioccupazione in vista di capodanno e, come GISO, troviamo quantomeno vergognoso che le istituzioni scelgano di aprire in questo modo il dialogo con parte della popolazione, accusando un gruppo di ragazzi di un “crimine” mai commesso e usando la pandemia come giustificazione per le azioni dell’esecutivo".

E ancora: "Critichiamo anche l’incoerenza del municipio, che, dettosi disposto ad aprire una discussione con gli occupanti, ha preferito sgomberare i ragazzi prima dell’inizio delle trattative. Ancora una volta la situazione è stata gestita con la forza durante la nottata mentre sindaco, municipali e forze dell’ordine giocavano a scaricabarile cercando di lasciar cadere nuovamente la questione nel dimenticatoio. Come Giovani Socialisti non possiamo continuare ad accettare che la città di Lugano utilizzi questi mezzi per eliminare l’autogestione. Lo Stato non può permettersi di agire sottobanco e, pertanto, chiediamo chiarezza sui fatti avvenuti. Inoltre, riteniamo preoccupante e insufficiente l’operato della municipale socialista".

"Le maggiori responsabilità sull’abbattimento e lo sgombero del Molino rimangono dei colleghi che hanno deciso di calpestare il principio di collegialità, prendendo decisioni riguardanti il dicastero di Zanini senza nemmeno interpellarla. Tuttavia, non possiamo accettare che Zanini, di fronte a ripetuti ed evidenti abusi di potere da parte del municipio, intenda continuare a lavorare al suo interno come se nulla fosse accaduto. La svolta autoritaria dell’esecutivo di Lugano è evidente, e non è accettabile che la rappresentante di un partito che vorrebbe essere un’alternativa a questo tipo di derive politiche vi partecipi senza denunciare chiaramente la situazione".

"Esprimiamo ancora una volta solidarietà con gli occupanti del Molino, nuovamente in lotta con le autorità, che reclamano uno stabile in disuso da sette mesi. Speriamo vivamente che, a seguito di questa confusione, qualcuno si sia dimenticato un rubinetto dell’acqua aperto. Il Molino Vive".

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