ANALISI
Cartoline notturne dallo sciopero, al di là delle roventi polemiche. Analisi di un problema che si vedeva venire da lontano ed era chiaro da anni all'orizzonte. Un problema che poteva trasformarsi in opportunità... Ma il dubbio è che qualcuno abbia dormit
La Navigazione Lago Maggiore aveva ventilato la sospensione dei servizi locali già per quest’anno, e da almeno cinque anni si sa che un giorno o l’altro si sarebbe arrivati a questo punto. Però le trattative si sono svolte in sordina, senza particolari preoccupazioni, dando per scontata la soluzione che passa dall’accordo con la Navigazione Lago di Lugano
di Marco Bazzi

Lo sciopero dei battellieri a Locarno sta spaccando l’opinione pubblica e la politica. Non tanto per lo sciopero in sé, ma per la sua durata… Nelle ultime ore la polemica si è fatta rovente.

Il primo a criticare l’astensione dal lavoro a oltranza è stato il deputato leghista Gianmaria Frapolli, al quale ha risposto per le rime il collega pipidino e sindacalista Lorenzo Jelmini. Poi è sceso in campo il ministro Norman Gobbi, suscitando la reazione del presidente del PPD Fiorenzo Dadò - quest’ultimo duramente attaccato dal consigliere nazionale Lorenzo Quadri -, e del presidente socialista, Igor Righini… Oggi sul Caffè è intervenuto anche il ministro Manuele Bertoli.

Insomma, lo sciopero del personale della Navigazione Lago Maggiore sta diventando un terreno di scontro politico. Anche piuttosto sterile e fine a se stesso…

Sullo sfondo ci sono poi le proteste, finora silenziose, di chi vive di turismo: il mancato approdo dei battelli si sta facendo sentire sulle casse di bar, ristoranti e chioschi che si trovano nella zona dell’imbarcadero.

Già nei giorni scorsi la direzione delle Isole di Brissago aveva parlato di una perdita stimata tra i 3 e i 5'000 franchi al giorno legata alle mancate entrate al Parco botanico. Anche qualche ristoratore del Gambarogno si era lamentato… Poi il servizio di battelli per le Isole è ripreso.

La Navigazione, che è un’azienda italiana, con sede ad Arona, garantisce in questi giorni solo i collegamenti internazionali, ma i battelli che normalmente solcano il bacino ticinese del Verbano sono fermi. Ieri sera abbiamo scattato alcune foto al termine della fiaccolata e del presidio organizzati in concomitanza con ‘Luci e ombre’: cartoline notturne dallo sciopero…

La protesta è iniziata in seguito alla decisione della Navigazione di licenziare, per fine anno, 34 dipendenti svizzeri. Non ci sarà più bisogno di loro perché l’azienda ha eliminato il servizio sulla parte elvetica del lago: garantirà solo i collegamenti internazionali, regolati da una convenzione italo-svizzera.

Ma attenzione, i licenziamenti non sono un fulmine a ciel sereno: la Navigazione aveva ventilato la sospensione dei servizi locali già per quest’anno, e da almeno cinque anni si sa che un giorno o l’altro si sarebbe arrivati a questo punto. Poi nei mesi scorsi è arrivata l’ufficializzazione: dal 2018 i collegamenti non internazionali sul bacino ticinese saranno cancellati.

Però tutte le trattative si sono svolte in sordina, senza particolari preoccupazioni o allarmismi, e viene il dubbio che qualcuno abbia dormito, non si sa chi più chi meno, dando per scontata la soluzione che passa dall’accordo con la Navigazione Lago di Lugano. L’unica oggi sul tappeto.

Il problema è che i dipendenti della Navigazione di Lugano sono pagati meno di quelli del Lago Maggiore. L’obiettivo dei sindacati che rappresentano i 34 licenziati è dunque quello di garantire a questi ultimi, almeno per il 2018, un livello salariale pari a quello attuale. E per farlo bisogna trovare 300'000 franchi.

Va anche detto che se lo sciopero dovesse proseguire a oltranza la direzione della Navigazione Lago di Lugano potrebbe avere la tentazione di ritirarsi e di non riprendere il servizio sul Verbano dal prossimo anno, e quindi di non riassumere i 34 battellieri. Nessuno la obbliga a farlo, e a quel punto sì che le cose si farebbero drammatiche…

Dicevamo che qualcuno ha dormito, o in ogni caso ha sottovalutato il problema. Diciamo che la tesi della pennichella tocca vari livelli istituzionali: da Berna a Bellinzona, fino alla regione del Locarnese e alla Città di Locarno, che sono le prime attrici interessate alla continuità di questo servizio.

Già, perché in questi anni, visto che il tema era chiaro all’orizzonte e lo si vedeva venire da lontano, non si sono valutate soluzioni alternative: coinvolgendo per esempio le Fart, azienda che garantisce i trasporti pubblici nel Locarnese e i collegamenti ferroviari della Centovallina (molti anni fa la navigazione era gestita infatti proprio dalle Fart), o altri imprenditori, cercando soluzioni regionali per un servizio che ha una importante valenza turistica, e non solo turistica. Pensate a cosa si può fare gestendo in proprio un servizio di battelli, senza dipendere da un’azienda estera che non ha alcun legame con il territorio: catering, matrimoni, compleanni, eventi, serate speciali…

Insomma, l’imminente termine del servizio finora garantito dalla Navigazione Lago Maggiore poteva essere una grande opportunità invece che un problema. L’impressione è che ancora una volta il Ticino si sia fatto cogliere impreparato. È solo un’impressione, ma se fosse confermata sarebbe un’amara realtà…

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