CRONACA
Borradori, l'arcobaleno e l'acquazzone. Cassis, "organizzatori e autorità sono stati coraggiosi. Hanno mostrato che è possibile fare il Pride anche in una regione storicamente cattolica"
Il Pride, il giorno dopo. Roberto Badaracco spera in "una società sempre più sensibile ed inclusiva che non discrimini più chi considera diverso. C'è ancora tanta strada da fare". Il Consigliere Nazionale nel suo discorso ha raccontato di aver parlato del tema con una rappresentanza bierolussa
LUGANO – I social sono ancora invasi dalle foto del Pride. L’evento è alle spalle ma di certo non verrà dimenticato facilmente.

Marco Borradori è entusiasta, "Non c’è arcobaleno senza un acquazzone! E come una pioggia colorata, il Pride oggi ha invaso Lugano. ‬Una magnifica festa, culmine di una settimana di eventi, che ha rilanciato, con leggerezza e allegria, un profondo messaggio di libertà!". Aggiungiamo, l’acquazzone purtroppo è una costante…

Anche Roberto Badaracco commenta, con un messaggio di speranza: “La speranza è quella di una società sempre più sensibile ed inclusiva che non discrimini più quello che considera "diverso", ma lo tratti come tutte le persone con pari dignità e rispetto. Vi è ancora tanta strada da fare!”.

Ignazio Cassis ieri era uno degli ospiti d’onore e ha tenuto un discorso di apertura  in quattro lingue: italiano, ovviamente, tedesco, francese e inglese. Con piacere porto il saluto del Consiglio federale a questa prima edizione della festa “Pride” nella Svizzera italiana. Lo faccio con una tripla convinzione.

Sin dal primo giorno come consigliere federale, ho promesso a me stesso e agli altri che sarei stato fedele a tre fattori: il mio ruolo di ministro degli Affari Esteri, quindi una politica estera nell’interesse della Svizzera e dei suoi cittadini; i valori liberali-radicali del mio partito; e la mia italianità. Permettetemi di iniziare nella mia funzione di ministro degli Esteri con l'impegno svizzero per la promozione e protezione dei diritti umani, tutto ciò che è stabilito nella nostra Costituzione come uno dei principali obiettivi della politica estera svizzera”.

Ha allargato il campo, “la lotta contro ogni forma di discriminazione è al centro della nostra politica dei diritti umani, tra cui la discriminazione per motivi di orientamento sessuale e identità di genere. In più di 70 paesi in tutto il mondo l'omosessualità è ancora illegale e, in alcuni casi è addirittura punibile con la pena di morte. Un esempio: pochi giorni fa ho tematizzato la questione con una delegazione bierolussa. L'apertura di un'ambasciata Svizzera un Minsk e tra le varie cose è legata all’accettazione delle persone omosessuali.”.

Come rappresentanti liberale, “sono profondamente convinto che la libertà e la responsabilità sono parametri di base di ogni società prospera. La parola "libertà" è tra i più importanti della nostra Costituzione e dovrebbe essere ulteriormente sviluppato nella nostra vita quotidiana -, unitamente alla responsabilità. Nessuno - nessuna Autorità e nessuna persona - ha il diritto di giudicare o condannare le preferenze di altro qualcun, fintanto che queste non rappresentano una minaccia per terzi o per il bene pubblico.  Le mie posizioni liberali economiche e sociali corrispondono a questo credo. E la Svizzera è ancora liberale. Dal 2007 è possibile una partnership registrata. Dall'inizio di quest'anno, in coppie consensuali e coppie dello stesso sesso, possono essere adottati i figli del partner o del partner. Infine appartenendo alla cultura italofona mi rallegro che la festa "Pride" già ben nota nella Svizzera tedesca e in Romandia, sia arrivata anche in Ticino. Gli organizzatori e le Autorità locali sono state coraggiose: hanno infatti più moderato che è possibile oganizzare questa manifestazone anche in una Regione, contraddistinta storicamente dai valori cattolici”.Nonostante, insomma, le polemiche. 

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