CRONACA
Ci risiamo. I blocchi di cemento che dividono Rancate 'colpiscono' ancora. Secondo incidente in meno di un mese. Ma cosa si aspetta per intervenire?
Un automobilista alla guida di una BMW immatricolata in Ticino ha impattato contro uno dei contestati blocchi piazzati nella nuova zona 30. "Può una misura deterrente andare a serio scapito dell’incolumità fisica degli utenti della strada?"
CRONACA

Il caso dei blocchi di cemento che dividono Rancate:"È possibile che non ci siano ostacoli meno pericolosi?"

30 OTTOBRE 2019
CRONACA

Il caso dei blocchi di cemento che dividono Rancate:"È possibile che non ci siano ostacoli meno pericolosi?"

30 OTTOBRE 2019

RANCATE – Ci risiamo. I tanto contestati ‘blocchi’ di cemento piazzati nella nuova zona 30 sulla strada cantonale in Via ai Grotti a Rancate hanno colpito ancora. Dopo i primi reclami (vedi articoli suggeriti) e il primo incidente del mese scorso, un altro incidente è avvenuto oggi nel pomeriggio, poco dopo le 15:00.

Un automobilista sulla settantina di anni alla guida di una BMW immatricolata in Ticino ha colpito uno dei blocchi posizionati in una strada già di per sé stretta e al centro di alcune discussioni in passato. L’esplosione dell’airbag ha permesso al conducente di uscire illeso dal veicolo. Il tratto di strada interessato è già stato riaperto al traffico. Sul posto anche la Polizia Cantonale per gli accertamenti del caso.

A fine ottobre – pochi giorni dopo la posa – un automobilista ha impattato contro uno dei blocchi suscitando l’ira dei residenti di Via ai Grotti. “Mi riesce – ci scrisse un lettore in una testimonianza – davvero difficile capir con quale logica siano state prese simili misure lungo una strada già stretta, poco agevole (…). Per quale motivo i paletti di plastica non sono stati più ritenuti adeguati per cercare di garantire i limiti di circolazione imposti? (…). Può una misura deterrente andare a serio scapito dell’incolumità fisica degli utenti della strada? È veramente questa l’espressione delle nostre autorità per quanto concerne la ricerca della sicurezza della circolazione stradale?”.

Domande più che mai legittime, tornate di prepotenza oggi dopo il secondo episodio in meno di un mese. Ma si aspetta davvero che accada qualcosa di serio per intervenire?

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