CRONACA
Dal Ticino al Po, allarme siccità. "O la Svizzera ci dà l'acqua del lago, o..."
Doriana Bellani da 46 anni regola i livelli del Lago Maggiore: "Non l'ho mai visto così vuoto"

SESTO CALENDE - Si chiama Doriana Bellani e da 46 anni regola i livelli del Lago Maggiore: dirige l’ufficio che apre e chiude gli sbarramenti di regolazione di Sesto Calende, facendo defluire l’acqua del lago verso le campagne piemontesi e lombarde sulle due sponde del Ticino. Intervistata dal quotidiano La Stampa, racconta: “Nel 1963 fui convocata a Roma dall’allora ministro dell’agricoltura Carlo Donat-Cattin. Era l’estate di una grave siccità. Ma questa è di gran lunga la crisi peggiore di sempre. Non ho mai visto il Lago Maggiore ridotto così. Vuoto”.

Il livello del Verbano è già sotto lo zero idrometrico, quindi pochissima acqua può defluire a valle, anche aprendo le paratie. Per servire i consorzi agricoli delle due sponde del Ticino servirebbe una portata di 260 metri cubi al secondo. Ma quell’acqua non c’è. Così, Doriana Bellani ha convocato una riunione d’emergenza per spiegare agli agricoltori la situazione: “Possiamo fornire solo il 50 per cento del fabbisogno idrico, devono accontentarsi – spiega alla Stampa -. Ma quel che è peggio è che possiamo fornirlo solo per qualche giorno ancora. Poi non so come faremo ad andare avanti”.

Il Lago Maggiore bagna la Pianura Padana, attraverso il Ticino finisce nel Po, e alzandone la portata, in passato ha impedito un’eccessiva risalita del cuneo salino nella zona dell’estuario. “Il Lago Maggiore spesso ha salvato il Po, adesso chi salverà il Lago Maggiore?”, si chiede Bellani.

Secondo lei ci sono soltanto due possibilità: o piogge molto consistenti nel giro di breve tempo, oppure un intervento politico che convinca la Svizzera a cedere un po’ della sua acqua dagli invasi idroelettrici a caduta verso il lago. “Sono andata a chiedere alla Regione Lombardia di attivarsi al più presto, mi è stato risposto che la Svizzera nega il suo aiuto perché sostiene di non avere acqua a sufficienza per lasciarne scendere a valle – racconta -. Ci restano pochi giorni. O la pioggia o la Svizzera. Altre possibilità io non le vedo, così non possiamo andare avanti”.

Secondo Coldiretti, l’associazione che rappresenta gli agricoltori, la situazione è drammatica: soffrono le colture e i raccolti sono a rischio, mentre le mucche stressate dal caldo non producono il normale quantitativo di latte. Al turismo servono spiagge e acqua per riempire le piscine, serve un lago in salute e navigabile. Alle centrali elettriche serve acque per far girare le turbine, agli agricoltori serve l’acqua per l’irrigazione. Al Po, servirebbe il rinforzo dei suoi affluenti riforniti dal Lago Maggiore. Tutti chiedono acqua, ma non c’è più acqua per tutti.

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