POLITICA E POTERE
Cambio ai vertici dei Verdi, con Bourgoin entra Schoenenberger
Gli ecologisti pensano alle tornate elettorali del prossimo anno, con lo scopo di "aumentare la presenza verde nelle istituzioni e, grazie alle alleanze trasversali, affrontare con efficacia le sfide future, in particolare quelle ambientali"

BELLINZONA - Samantha Bourgoin continuerà a guidare i Verdi come co-coordinatrice ma non più affiancata da Matteo Buzzi bensì da Nicola Schoenenberger. Buzzi ha lasciato la carica dopo tre anni, nel corso dell'assemblea ordinaria del partito di oggi, svoltasi online. 

Nel gruppo operativo lascia anche Marco Rudin. Agli altri uscenti Greta Gysin, Noemi Buzzi e Kay Klaue si aggiungono invece Cristina Gardenghi, Filippo Piffaretti, Erika Franc. Anche il Comitato cantonale è stato rinnovato e sarà composto da Fabiano Cavadini (Presidente), Marco Rudin, Danilo Baratti, Claudia Capellini, Usman Baig, Costanza Devoto, Edio Gada Barenco,
Melitta Jalkanen, Stefano Stillitano, Matteo Buzzi, Niccolò Castelli, Veronica Buzzini, Nora Valsangiacomo, Rolando Bardelli, Giulia Petralli e Domenico Zucchetti a cui si aggiungono gli eletti
cantonali e federali come pure i rappresentanti delle sezioni e del gruppo operativo.

Il bilancio dell'anno dei Verdi, che guardano alle prossime elezioni

Queste sono le novità relative alla composizione dei vertici. In assemblea si è tracciato un bilancio. Ecco come è stato riassunto in una nota: bilancio. "Pur essendo stato un anno condizionato della pandemia, in cui I Verdi hanno sempre cercato di promuovere la protezione delle persone più vulnerabili, I Verdi non hanno perso di vista i loro obiettivi ambientali e sociali. La crisi climatica, ma anche quella sociale in un contesto di crescente disparità, senza dimenticare l’invecchiamento della popolazione, rimangono le priorità da affrontare subito. Grandi investimenti per la transizione energetica e solidarietà verso le fasce deboli della popolazione, specie i più giovani e gli anziani, che sono in antitesi con l'attuale politica della 
maggioranza di centro-destra ticinese che vuole invece tagli alla spesa pubblica e sgravi fiscali per i ricchi. Le recenti discussioni sul preventivo cantonale lo dimostrano in modo inequivocabile. I co-coordinatori Samantha Bourgoin e Matteo Buzzi nel loro rapporto di attività si sono fatti portavoce del lavoro svolto dal gruppo operativo".

"Una tappa importante dell'anno sono state le elezioni comunali in cui i Verdi hanno ottenuto il raddoppio delle loro presenze negli esecutivi e nei legislativi. Dietro l'angolo si avvicinano le prossime elezioni cantonali. I Verdi stanno discutendo internamente le strategie possibili e sceglieranno le opzioni che permetteranno loro di aumentare la presenza verde nelle istituzioni e, grazie alle alleanze trasversali, affrontare con efficacia le sfide future, in particolare quelle ambientali", prosegue la nota. Insomma, si pensa già al futuro.

I Verdi in assemblea approvano una risoluzione per le donne afgane

Nel corso dell'assemblea è stata approvata una risoluzione in favore delle donne Afgane. Le richieste al Governo Federale sono che "dichiari l’emergenza umanitaria delle donne afgane e riconosca la necessità di valutare in tempi brevi una procedura che permetta di accogliere in particolare le donne afgane in pericolo di vita e impossibilitate a vivere nel loro paese. Riconosca il diritto alla dignità delle donne afgane come un bene inalieablie e degno di protezione umanitaria. La Svizzera offra accoglienza e protezione alle donne afgane in questo delicatissimo momento storico. Si impegni a continuare una stretta relazione diplomatica e di aiuto allo sviluppo con gli attuali rappresentanti politici in Afganistan per mitigare l’attuale situazione di sofferenza, degrado sociale, povertà, incertezza e paura della popolazione afgana e in particolare per tutelare la dignità e il diritto allo studio delle bambine, delle giovani ragazze e delle donne afgane".

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