CRONACA
Giorgio Giudici avverte il Municipio di Lugano: "Attenti a stuzzicare l'ex Macello. Dei molinari apprezzo la loro coerenza e determinazione"
L'ex sindaco: "Io, Bignasca e Cansani eravamo gente pragmatica. Non c'era una riserva, o meglio un'ostilità verso gli autogestiti. Ci dicevamo: "se non ho una soluzione, perché devo iniziare delle battaglie?"
© Ti-Press / Gabriele Putzu
LUGANO – "Attenti a stuzzicare una realtà come l'ex Macello, le cui reazioni non sono prevedibili. Sono atteggiamenti un po' demagogici e la demagogia è pericolosa. L'ho detto anche a chi di dovere...". L'ex sindaco di Lugano Giorgio Giudici – in un'intervista a Tio.ch – mette in guardia il Municipio intenzionato a ristrutturare l'ex Macello senza interpellare gli attuali inquilini: i molinari.

In Città c'è aria di sfratto e la tensione cresce di giorno in giorno. Una situazione, quella venutasi a creare tra i molinari, il Municipio e la piazza di Lugano che non deve degenerare in azioni illogiche e improvvisate. "Lo sgombero del Maglio a Canobbio nel 2002 – dice Giudici al portale –, che ha provocato la scelta del Macello, è stato un errore. Una reazione che dimostra come l'improvvisazione è l'azione peggiore che si possa fare davanti a una realtà come l'autogestione".

"Dei molinari – continua l'ex sindaco – posso dire solo una cosa: mi ha sempre colpito la loro costante determinazione nel portare avanti le loro rivendicazioni, ma anche la loro coerenza. Il loro atteggiamento e attaccamento a una forma di vita alternativa andrebbe capito e accettato, indipendentemente che uno la condivida o meno".

Durante i suoi 29 anni da sindaco, Giudici ha cercato di venire incontro a chi dell'autogestione ne fa uno stile di vita. "Ho detto loro: prendete questi spazi e cercate di gestirli senza creare troppi problemi. Fu una realpolitik andata avanti per sedici anni".

A Tio.ch, Giorgio Giudici rivela che "Bignasca e Cansani sono stati degli alleati" nella scelta di non contrastare i molinari. "Perché eravamo gente pragmatica. E non c'era una riserva, o meglio un'ostilità verso gli autogestiti. Prevaleva, invece, l'atteggiamento logico di un amministratore che dice: "se non ho una soluzione, perché devo iniziare delle battaglie?".

Lo storico sindaco avverte anche la piazza di Lugano. "Non è la piazza a dover determinare la scelte, ma la ragione. Porti un'azione solo quando hai una soluzione. Io dico attenzione e non aggiunto altro. È sbagliato dire di avere un'idea per giustificare un obiettivo. Sul tavolo ci sono tante idee, che sono prioritarie. E l'ex Macello non è prioritario...".

Infine, Giorgio Giudici consiglia al Municipio. "Avete voluto il Macello, bene. Ora cercate di conviverci: mettetelo a posto e trovate una soluzione anche con questa realtà dell'autogestione. E guardate che non sto difendendo gli autonomi, ma ne valorizzo l’atteggiamento".
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