CRONACA
Il Ticino piange la morte di Cora Canetta. Il toccante saluto del Balerna Femminile: "Persona meravigliosa che ci ha regalato emozioni uniche"
Gli aneddoti del direttore della RSI Canetta, che con la calciatrice condivideva il cognome: "Quella volta che ti chiesi la maglia...".

NOVAGGIO – Il Ticino calcistico, e non solo, si è risvegliato con una tragica notizia la mattina di sabato. La calciatrice Cora Canetta, simbolo del calcio "in rosa" del nostro Cantone, è morta dopo una lunga malattia a soli 27 anni. Tantissimi i messaggi di cordoglio giunti alla famiglia e al SC Balerna Femminile, ultima squadra in cui ha militato Canetta dopo aver vestito le maglie di Rapid Lugano, Zurigo e a più riprese anche quella della Nazionale rossocrociata. 

Tra i messaggi più toccanti c'è quello proprio del club del Mendrisiotto, scritta da Stefano Scali, responsabile della squadra femminile del Balerna ed ex allenatore di Cora Canetta. 

"Cora non ha potuto così vivere la vita che avrebbe meritato e soprattutto non potrà regalarci altri insegnamenti come fatto negli ultimi anni. Insegnamenti donati con il cuore e l’immancabile sorriso, in punta di piedi, senza mai far pesare le sue enormi qualità calcistiche e umane. Sempre in punta di piedi si faceva carico di tutto e con la sua straordinaria umiltà trainava la squadra senza però mai prendersi i giusti meriti ma condividendoli con le compagne che a lei piaceva definire famiglia”, si legge. “Chi come me ha avuto l’onore e il piacere di allenare per diversi anni una splendida ragazza come Cora, non può non avere tantissimi ricordi e pensieri da scrivere su una persona meravigliosa che ci ha regalato emozioni uniche e irripetibili. Chiunque ha avuto il piacere di condividere un pezzo della propria vita con Cora porterà sicuramente nel proprio cuore un ricordo, un aneddoto, un’emozione, che solo una campionessa come lei può darti”.

Dopo le condoglianze ai familiari, Scali conclude così: “Ti vogliamo bene Cora ora e per sempre, e ti saluto come dicevi tu “Ho visto un gran Balerna!”".

Straziante anche il ricordo del direttore della RSI Maurizio Canetta, che con la calciatrice condivideva il cognome malgrado nessun grado di parentela. "Mi chiedono sempre se sono tuo padre", dicevo io. "Mi chiedono sempre se sono tua figlia", rispondeva lei. Con il sorriso sempre stampato sul volto. Non sono parente di Cora, l'ho frequentata perché giocava a calcio ed era una donna stupenda. Una volta le ho chiesto di darmi, un giorno, la sua maglia della nazionale con il nome, vista l’omonimia. Sai, mi ha detto, a noi non danno le maglie con il nome, non siamo mica ricche come il calcio maschile. Adesso la situazione sta cambiando, ma solo dieci anni fa le cose stavano così. Quando le ragazze dell’AYSA, la scuola calcio di Marc Duvillard ad Harare, sono venute in Ticino per giocare il torneo del Rapid, si sono trovate proprio contro il Rapid. Hanno perso uno a zero e il gol decisivo - ovviamente viene da dire - lo ha segnato Cora. Io accompagnavo le ragazze africane e ho guardato il volto di Cora, era quasi dispiaciuta per aver frustrato la gioia di quelle ragazze che giocavano per la prima volta in uno stadio vero. Ma lei era un’attaccante e il suo compito era fare gol. Giocare al massimo anche quando sai che sei superiore e potresti risparmiarti un po’ è il massimo segno di rispetto per gli avversari. Grazie Cora, un bacio e un abbraccio!".

Toccanti le parole spese dallo speaker di Radio 3i e rapper Maxi B. "Ti ho conosciuto personalmente negli ultimi due anni. Prima eri "solo" una grande sportiva che seguivo sui giornali, poi grazie alle interviste pazze in radio che rilasciavi ai "BB". E dopo, perché mi hai dato l'occasione di conoscere la tua famiglia e chi ti vuole un mondo di bene, invitandomi a intrattenere il tuo matrimonio. Infine la tua richiesta. Con la solita allegria nella voce: "Maxi, vorrei scrivessi una canzone per me"".

"Cara Cora – conclude Maxi B –, quanto avrei voluto farlo. Dio solo sa quanto. Grazie dei tuoi magnifici sorrisi. Mi mancherai. Riposa in pace cara Cora".

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