CRONACA
Una storia di coraggio e di volontà. Il racconto di una donna: "Io, divorziata e in assistenza anche se lavoro. Ma a testa alta...”
"Dopo il divorzio il mio ex marito mi ha lasciato da sola e senza alimenti. Alle mamme in difficoltà dico di non arrendersi mai"

LOCARNO – Spesso bastano un po’ di coraggio e sana determinazione per affrontare le difficoltà della vita. Ne sa qualcosa L.F, una donna di 38 anni di Locarno, che dopo il divorzio dal marito nel 2012 si è fatta carico dei due figli e manda avanti la famiglia “da sola, senza nessun tipo di aiuto dal padre dei bambini”.

“Lui – ci racconta –, dopo il divorzio, è sparito lasciandomi sola con due ragazzi da crescere e sfamare. Io non lavoravo perché fin dalla loro nascita mi sono occupata dei bambini. Il mio ex marito, nonostante i solleciti delle autorità, non mi ha versato gli alimenti. Era il 2012 e la situazione, economicamente parlando, era difficile. Avevo provato a lavorare, ma gli orari erano insostenibili avendo due bimbi a casa e con un padre che si è rifiutato di venirmi incontro per permettermi di farlo”.

Qualche mese dopo, prosegue la donna, "sono riuscita a trovare un posto di lavoro in un benzinaio a Locarno al 50%, successivamente diventato un 90%. Lo stipendio non era comunque sufficiente per far fronte alle spese mensili. Così, sono stata costretta a iscrivermi all'assistenza nonostante abbia un lavoro”.

Ma quella della nostra interlocutrice non vuole essere una testimonianza polemica. “Sono abituata ad affrontare i problemi senza piangermi addosso. Più ti lamenti e più la vita ti va storta. Questo è quello che penso”.

“Io – continua – sono orgogliosa di camminare a testa alta, senza provare vergogna. In questi anni ho conosciuto persone fantastiche come gli operatori sociali di Locarno, che hanno saputo aiutare e indirizzare nel momento del bisogno me e i miei figli”.

Una critica, però, L.F la vuole muovere all'Ufficio dell'aiuto e della protezione. “A causa di una scarsa comunicazione con loro ho perso anche l’assegno figli per mio figlio 16enne. Eravamo alla ricerca di una soluzione lavorativa per lui, ma dopo avermi fatto attendere una ventina di giorni non ho più ricevuto notizie da parte loro. Grazie all’intervento dell’operatore sociale, però, siamo riusciti a farlo tornare a studiare in un centro da lui consigliato. Da gennaio tornerò a ricevere nuovamente l’assegno. Poi spero che piano piano anche i miei figli incomincino a camminare con le loro gambe e andare alla scoperta della vita”.

“Raccontando la mia storia – conclude la 38enne – vorrei dare forza a tutte le mamme in difficoltà. A loro voglio dire di non arrendersi mai. Crescere una famiglia da soli è sì difficile e richiede tanti sforzi, ma sa regalarti anche tante belle emozioni”.

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