CRONACA
Festa federale, il discorso del vescovo Alain de Raemy: "Amiamo anche chi ci odia"
Il vescovo ha parlato al Passo del San Gottardo: "Amare da morire anche chi ti vuole uccidere. Non c’è rispetto più alto"
TIPRESS

*Discorso del Vescovo Mons. Alain de Raemy per la Festa federale del Primo agosto

Carissimi Fedeli, Pellegrini e Turisti, qui presenti, benvenuti

Un benvenuto particolare, perché sono fratelli e sorelle nella fede cristiana, ai cari amici delle chiese e comunità cristiane presenti in Ticino. A tutti, tanti auguri di Pace in questa giornata della Patria. Da questo Passo del San Gottardo si aprono nuovi orizzonti. Qui vengono collegati Cantoni, culture, lingue, tradizioni, costumi e riti diversi (il rito romano e il rito ambrosiano di questa Santa Messa, ad esempio). Qui, il Cielo di Dio sembra a noi più vicino. Qui desideriamo cantare il nostro attaccamento alla Confederazione elvetica, alla Patria ereditata dai nostri illustri antenati, come san Nicolao della Flüe. E questo lo possiamo fare in tutte le lingue. Sì, sei bella Patria mia perché permetti a ogni particolarità di far parte della normalità. A Dio ci affidiamo tutti, coscienti delle nostre colpe e delle nostre mancanze, a livello personale, sociale o politico: Kyrie eleison!

San Paolo ha ragione: Forse, anche se difficile, qualcuno è disposto a morire per un giusto... (Rm 5,7). Forse, ma non è per niente facile, qualcuno oserebbe morire per una persona buona. Forse, ma solo in circostanze particolari, qualcuno accetta di morire per la madre-patria... Forse. E dunque, si capisce che, logicamente, morire per una persona cattiva, morire per il nemico, morire per chi ti odia... nessuno lo fa! Non esiste!

Eppure... Proprio qui, diceva san Paolo, entriamo nel tesoro della nostra fede: Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (Rm 5,8). E lo stesso san Paolo insiste: quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio, per mezzo della morte del Figlio suo (Rm 5,10). Dio non aspetta la nostra conversione per amarci da morire! Gesù non muore solo per i suoi amici ma anche per i suoi nemici! E dunque figurati! Tu sei amato da uno che è capace di amare anche chi lo odia, anzi, da uno che ama anche chi lo vuole uccidere e lo uccide! Questo sorpassa davvero tutto quello
che uno può immaginare! Ma siamo coscienti di quello che implica? Tu che non ti consideri nemico di Dio, per carità! Tu che non sei neanche indifferente a Dio. O tu che sei, diciamo, agnostico, non sai cosa pensare, ma non è che lo rifiuti.

E tu che non sei per niente di cattiva volontà. Tu che non hai mai voluto fare davvero del male a chiunque... Sai che anche tu hai per te l’incredibile potenza dell’Amore di un Dio che ama chi lo rifiuta, e che tu ne sei anche il destinatario? La medesima forza di Amore, niente di meno, è anche per te, per te che non lo odi né lo escludi... Eppure, lo stesso sacrificio della croce, per te! Questa è la sovrabbondante potenza dell’Amore di Dio! Una divina esagerazione! Ti ama più del necessario. Ti ama più del ragionevole. Ti ama più del normale. Ti ama alla follia. Ti ama da morire. Chi si innamora, forse pensa di amare così, “da morire”. Ma la persona innamorata ama chi la ama, o almeno, se la persona amata non corrisponde, non è che la ami per i suoi difetti o per il suo rifiuto, ma la ama per le sue qualità. Dio, Lui, muore d’amore per chi lo odia. E ama con la stessa forza anche te.

San Paolo lo esprimeva così: Se infatti, quand’eravamo nemici, siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita (Rm 5,10) Gesù mio, quanto sei vivo e pazzo! Pazzo d’amore, pazzo per me, pazzo per tutti. Perché pazzo di un amore che tieni anche per chi rimane chiuso nell’odio totale. L’inferno consiste forse nel non sopportare quest’infinito amore che permane, che permane anche presso chi non lo vuole... L’amore non impone, ama. E basta. Con Gesù si è compiuta ed è stata definitivamente rivelata, la follia dell’amore pazzesco di Dio per noi. Un cristiano o una cristiana possono morire per la patria, sì, ma lo faranno davvero da cristiani, solo nella consapevolezza di essere chiamati ad “amare da morire” anche il nemico che ti vorrebbe uccidere... Più alto rispetto umanitario non c’è: l’amore cristiano.

Festeggiamo dunque la patria sì, ma da Cristiani, con le parole della preghiera appena pronunciata all’inizio di questa Santa Messa, preghiera suggestiva qui sulle rocce del San Gottardo: Dio onnipotente ed eterno, ardente desiderio del cuore umano, guarda con bontà il tuo popolo pellegrino in questo anno di grazia, perché, unito a Cristo, roccia della salvezza, possa giungere nella gioia alla meta della beata speranza (dalla Liturgia della Santa Messa).

*Al Passo del San Gottardo

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